giovedì, aprile 27, 2006

VOLONTA' E RAGIONE


Cosa muoverebbe l’uomo? Istinti egoistici e ragione (surrogato di istinto di paura). Ma quanti sono gli istinti e qual ‘è il ruolo della ragione?C’è negli istinti di sopravvivenza egoistici un conflitto tra istinto di paura e di violenza, e paradossalmente il vincitore è l’istinto di paura, che andrà ad instaurarsi nella mente umana come ragione positiva. L’istinto di “contatto” (che è qualsiasi azione fisica che un individuo compie su un altro individuo, -di solito tendo ad indicare questo impulso nella sua accezione più brutale, ossia lo chiamo “istinto di violenza”, ma bisogna tenere presente che quest’impulso “di contatto” si manifesta in diverse forme, che vanno dalla pacca sulla spalla allo stupro e non intendo ulteriormente classificare) si esprime nell’arte o in letteratura o in musica (insomma, come sublimazione), o nei rapporti verbali e fisici tra persone (sesso, lotte…). Ci sono, infine, negli istinti egoistici anche istinti “di mediazione”, istinti che possono ora propendere per la violenza ora per la paura: quelli che le scienze sociali chiamano need for competence, curiosità, need for achivment, bisogno d’affiliazione.E chi si suicida lo fa per egoismo? Ma se l’egoismo è istinto di sopravvivenza, non è forse una contraddizione in termini il suicidio? Allora occorre dire che la volontà è l’egoismo. E l’egoismo si consta pertanto di istinti di sopravvivenza egoistici e volontà di non sopravvivenza. La non sopravvivenza non è propriamente un istinto puro, bensì è un surrogato degli istinti di paura, come la ragione che ora merita di essere chiamata ragione negativa. Suicidio nasce in risposta al non trovar soddisfazione nella vanità della vita, o nello scoprirsi inetti, o nel ripudio alla competizione (e pertanto degli istinti di violenza), insomma nasce da una grande, eccessiva, valorizzazione della paura. Per ovviare a questa estrema conclusione della vita invece, bisogna prendere consapevolezza che tutto è illusione (non essendoci un fine ultimo, ed essendo le nostre azioni finite in quanto mortali), e vivere di rispetto (perché, ripeto, una Verità non esiste!): tutti i giudizi (per quanto prospettici) sono ammessi, nessuno è imposto.