lunedì, marzo 20, 2006

RIVELAZIONE

Percezione emarginata
Lambisci i miei confini
Liquida il passato e
Rivelami il destino.

Mi abbandono totalmente
Alla forza tua bruta
Efficace e dirompente,
Benefica e allietante.

Mi getterò a terra
Dolorante e pietoso
Sì arreso e sì sconfitto,
Implorando il tuo perdono.

Scorgerò dall’altopiano
Una luce accecante,
Che distingue e poi modella
Senza affanno né tormento.

All’improvviso odor di canti
Provenire dall’oriente.
E mi desto e apro gli occhi:
Ancora Niente.

martedì, marzo 07, 2006

Sono poesie con moltissimi simboli e voluti ossimori e antitesi. Ogni parola, anche se forse apparentemente incomprensibile, ha un senso.
Cerco di sublimare i miei stati d'animo (e le immagini che mi si vanno creando nella mente) in poesie che io definirei "onirico-surrealiste" (conscio che qst ultimo termine ha una connotazione aristica piuttosto che poetica).

O DOLCE BAMBINA

O dolce bambina
Dalle volute grazie,
le membra discendi
dal viso tuo gregario.

Ancora soggiaci
Il porto che fu,
Il partito lasciato,
L’agenda riposta.

O dolce bambina
Il tempo è passato
Ma sembra tornare
Mentre distingui.

La rima solenne
Di una vita baciata,
L’ardore continuo
Di passioni infinite.

Il seno divino
Andavi sognando
Mai doma di cuore
Sapevi incontrarlo.

Intanto giocavi
Con la tua biglia;
In un campo di biglie
La tua famiglia.

O dolce bambina
Da nobil movenze,
Risplende nel disco
Un coccio di rose.

Fragile assai corrotta
Dalla fertile nebulosa
Che scese dall’arpeggio
E tinse il cielo di marmo.

E indomita ridi
Dell’arco funesto,
Ignori le corde che
Hai teso nell’aria.

O dolce bambina
Che amore tu doni
Nell’ultimo grido
Chiedi perdono.

DISCRETO MANCARE

Forse volevi cangiare
D’un tratto in pennuto,
Mostrarti rapace in tutto
L’assenzio.

L’attento brigare
Tra mosche e farfalle,
L’aureo ardire
Tra fusti di pietra.

Provar la sagacia
D’un atto compiuto
Estraneo alla legge:
Discreto mancare.